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lunedì 12 ottobre 2009

Un errore giornalistico può fare brutti scherzi. Lo dimostra il caso di una signora che, sebbene viva e vegeta, è finita nella lista delle vittime del tragico evento che ha recentemente colpito l'Aquila. La notizia della sua morte, corredata di una sua fotografia tratta da Facebook, è comparsa su un noto quotidiano ed è stata diffusa anche nel corso di alcuni programmi televisivi di Rai e Mediaset.
Il problema è che l'accaduto riguardava una sua omonima...


Giornalismo: uso di immagini tratte dai social networks - 6 maggio 2009

sabato 19 settembre 2009

Alcune foto "bizzarre" scattate sul posto di lavoro e pubblicate su Facebook valgono una sospensione dall'attività lavorativa per alcuni medici.
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Leggi l'articolo 
Medici sospesi per un gioco su Facebook
Carlo Frediani, Corriere della Sera, 10 settembre 2009
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La notizia, pubblicata dal Corriere della Sera, riporta di una 36enne milanese licenziata per aver creato su Facebook un gruppo aperto a tutti i dipendenti "scontenti" di lavorare nella sua stessa azienda. Dopo qualche tempo infatti, quando la direzione ha scoperto il tutto, è scattato il licenziamento.

Leggi l'articolo
«Io licenziata per colpa di Facebook»
Simona Ravizza, Corriere della Sera, 21 maggio 2009

sabato 12 settembre 2009

Internet, i social network e la reputazione on line incidono sempre di più sulla carriera professionale. Secondo l’ultima ricerca pubblicata da careerbuilding.com, agenzia americana di offerte di lavoro online, il 45% dei manager utilizza il web per informarsi sul profilo dei candidati ad un’assunzione. Dodici mesi fa soltanto il 22% dei datori di lavoro cercava le medesime informazioni in rete.
Punti di riferimento per valutare i futuri dipendenti/collaboratori siti come Facebook, citato dal 26% degli intervistati, Linkedin (26%), MySpace (21%) e Twitter (7%). Tra i principali fattori di valutazione, la presenza in rete di foto in circostanze o pose poco convenienti, di notizie che confermano l’uso di droghe o l’abuso di alcolici, di commenti negativi su colleghi, clienti o ex datori di lavoro, di atteggiamenti discriminatori o infantili.
 
1 manager su 2 usa la rete per selezionare il personale
Fabio Cutri, Corriere della Sera, 12 settembre 2009