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domenica 22 novembre 2009

Una trentenne canadese, affetta da grave depressione e per questo beneficiaria di un' assegno di malattia, si è vista interrompere la prestazione dopo che la compagnia assicurativa ha scoperto alcune foto su Facebook che ritraevano l'interessata in atteggiamenti e contesti non consoni alla sua malattia. La reazione dei cittadini canadesi al provvedimento non si è fatta attendere. La tanta solidarietà espressa nei confronti della donna, per il momento, ha costretto la società solo a dover spiegare pubblicamente le ragioni del proprio operato. Prevedere oggi come evolverà la vicenda è ancora prematuro, ma una cosa è certa: bisogna fare molta attenzione a cosa si racconta di sé in rete, perché i social network non servono solo per stringere amicizie...


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Francesco Tortora, Corriere della Sera, 22 novembre 2009

mercoledì 4 novembre 2009


Le vicissitudini legate allo smarrimento di un cellulare sono alla base di una riflessione sulle nuove dinamiche generate dai social network fatta da Marco Pratellesi sulle pagine del blog del Corriere della Sera. Il modo in cui la proprietaria del telefono è tornata in possesso dell’oggetto perduto dimostra infatti come la rete e le sue capacità aggregative siano in grado di stravolgere i tradizionali equilibri che hanno finora regolato il sistema mediatico. Al termine della sua analisi, Pratellesi traccia un utile elenco di insegnamenti che sarebbe il caso cominciassimo tutti a tenere in debita considerazione.


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Marco Pratellesi

lunedì 12 ottobre 2009

Un errore giornalistico può fare brutti scherzi. Lo dimostra il caso di una signora che, sebbene viva e vegeta, è finita nella lista delle vittime del tragico evento che ha recentemente colpito l'Aquila. La notizia della sua morte, corredata di una sua fotografia tratta da Facebook, è comparsa su un noto quotidiano ed è stata diffusa anche nel corso di alcuni programmi televisivi di Rai e Mediaset.
Il problema è che l'accaduto riguardava una sua omonima...


Giornalismo: uso di immagini tratte dai social networks - 6 maggio 2009

sabato 12 settembre 2009

Internet, i social network e la reputazione on line incidono sempre di più sulla carriera professionale. Secondo l’ultima ricerca pubblicata da careerbuilding.com, agenzia americana di offerte di lavoro online, il 45% dei manager utilizza il web per informarsi sul profilo dei candidati ad un’assunzione. Dodici mesi fa soltanto il 22% dei datori di lavoro cercava le medesime informazioni in rete.
Punti di riferimento per valutare i futuri dipendenti/collaboratori siti come Facebook, citato dal 26% degli intervistati, Linkedin (26%), MySpace (21%) e Twitter (7%). Tra i principali fattori di valutazione, la presenza in rete di foto in circostanze o pose poco convenienti, di notizie che confermano l’uso di droghe o l’abuso di alcolici, di commenti negativi su colleghi, clienti o ex datori di lavoro, di atteggiamenti discriminatori o infantili.
 
1 manager su 2 usa la rete per selezionare il personale
Fabio Cutri, Corriere della Sera, 12 settembre 2009

mercoledì 2 settembre 2009

Secondo uno studio condotto dalla compagnia di assicurazione Legal & General, che ha commissionato un sondaggio su 2.092 utenti di social network, le informazioni che gli utenti sono "incautamente" disposti a condividere sul web rappresentano informazioni preziose per i ladri professionisti nella pianificazione dei propri piani. A dirlo è l'ex-ladro Michael Fraser che ha aiutato Legal & General a preparare lo studio.
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I ladri usano Facebook e Twitter per trovare le loro vittime
Reuters Italia, venerdì 28 agosto 2009
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martedì 1 settembre 2009

L'uso incauto di Facebook gli costa il matrimonio. Un navigatore un po' ingenuo cade nella trappola tesagli da due tifosi della squadra avversaria e la moglie gli chiede il divorzio. 



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Come Facebook può rovinare la vita
Marina Rossi, Corriere della Sera, 18 febbraio 2009
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